Il Fiorino

Il “Fiorino” è una moneta d’oro coniata per la prima volta nel 1252 a Firenze. Il nome deriva dal fior di giglio rappresentato al dritto della moneta. Nel XIII secolo e fino al rinascimento il fiorino, grazie alla crescente potenza bancaria di Firenze divenne la moneta di scambio preferita in Europa.
Da un lato la moneta rappresenta il simbolo floreale della città, il giglio (iris selvatico), dall’ altra riporta l’ icona di San Giovanni Battista patrono e protettore della città, simbolo e garanzia del valore del fiorino, rappresenta infatti il patto che i fiorentini facevano al santo, cioè quello di mantenere la purezza della moneta in oro 24 carati e peso di 3,54 grammi, come si diceva a Firenze: “San Giovanni non vuole inganni”.
Celebre è la storia del falsario Gianni Schicchi de’ Cavalcanti raccontata da Dante nel XXX canto dell’ inferno, esso fu scoperto e bruciato nel suo castello:

 “Ivi è Romena, là dov’io falsai la lega suggellata del Batista; per ch’io il corpo sù arso lasciai.”

(canto XXX, Divina Commedia)

Il Fiorino di Cante

Durante gli scavi archeologici svolti presso il Castellaccio di Lucolena di cui era signore Cante di Messer Gentile a Greve in Chianti, sono stati rinvenuti tre esemplari di monete d’argento dette “fiorino di stella” da 12 denari, prodotti dalla Republica Fiorentina nel periodo che va dal 1237a prima del 1260.
Di un esemplare particolarmente ben conservato è stato riprodotto il conio ad opera di Mauro Bandinelli del laboratorio “Arte Orafa” di Strada in Chianti, in modo da poter nuovamente “battere moneta”. Fu una delle monete più importati prodotta dalla fiorente Repubblica di Firenze, antecedente e contemporanea al famoso fiorino d’oro, dal valore nominale di 20 fiorini d’argento, la cui produzione iniziò nel 1252.

Come nasceva un fiorino

La prima fase per la realizzazione di un fiorino è la creazione di una pallina di metallo prezioso, del giusto peso e della giusta lega. Il metallo viene fuso su un pezzo di carbone e lasciato poi raffreddare

La sfera di metallo viene poi successivamente battuta con un martello fino ad ottenere un disco delle dimensioni del fiorino.

Infine il disco di metallo ottenuto dai due passaggi precedenti viene interposto tra due matrici di acciaio temperato sorrette da un grosso ceppo di quercia. Il fiorino vene coniato grazie ad un energico colpo di mazza sulle matrici. Il disco metallico, assume così la forma imposta dalle matrici e diventa un “Fiorino”

Un buon auspicio...
E’ antica tradizione fiorentina regalare un fiorino d’ oro come segno di fortuna e felicità con l’augurio “un fiorino oggi per mille domani”.

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